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August 15
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In questi giorni è stato ritrovato l’audio completo di questo discorso di Gandhi: oggi più che mai, un omaggio alla riflessione di tutti.
Discorso tenuto da Gandhi alla Conferenza delle relazioni interasiatiche, New Delhi, 2 aprile 1947. Traduzione e commento a cura di Tara Gandhi.
Signora Presidente e amici, non credo di dovermi scusare con voi per il fatto che sono costretto a parlare in una lingua straniera. Chissà se questi altoparlanti porteranno la mia voce fino ai confini di questo immenso pubblico. Quelli di voi che sono lontani possono alzare la mano, se sentono quello che dico? Sentite? Bene. Bene, se la mia voce non vi giunge, non è colpa mia, ma colpa degli altoparlanti. Quello che volevo dirvi è che non devo scusarmi. Non oso, visti tutti i delegati che si sono riuniti qua da tutta l’Asia, e gli osservatori – ho imparato questa parola pronunciata da un amico americano che disse: “Non sono un delegato, sono un osservatore”. Di primo impatto con lui, vi assicuro, pensavo venisse dalla Persia, ma ecco davanti a me un americano e gli dico: “Sono terrorizzato da te, e vorrei che mi lasciassi stare”. Potete immaginare un americano che mi lasci stare? Non lui e, quindi, ho dovuto parlargli. Quello che volevo dirvi è che il mio idioma per me madrelingua, non lo potete capire, e non voglio insultarvi insistendo su di esso. Il linguaggio nazionale, Hindustani, ci metterà tanto tempo prima di rivaleggiare con un linguaggio internazionale. Se ci deve essere rivalità, c’è rivalità tra francese e inglese. Per il commercio internazionale, indubbiamente l’inglese occupa il primo posto. Per discorsi e corrispondenza diplomatici, sentivo dire quando studiavo da ragazzo che il francese era la lingua della diplomazia e se volevi andare da una parte all’altra dell’Europa dovevi provare ad imparare un po’ di francese, e quindi ho provato ad imparare qualche parola di francese per riuscire a farmi capire. Comunque, se ci deve essere rivalità, la rivalità potrebbe nascere tra francese e inglese. Quindi, avendo imparato l’inglese, è naturale che faccia ricorso a questa parlata internazionale per rivolgermi a voi. Mi chiedevo di cosa dovessi parlarvi. Volevo raccogliere i miei pensieri, ma lasciate che sia onesto con voi, non ne ho avuto il tempo. Però ieri ho comunque promesso che avrei provato a dirvi qualche parola. Mentre venivo con Badshah Khan, ho chiesto un piccolo pezzo di carta ed una matita. Ho ricevuto una penna invece di una matita. Ho provato a scarabocchiare qualche parola. Vi spiacerà sentirmi dire che quel pezzo di carta non è qui con me. Ma questo non importa, ricordo cosa volevo enunciare, e mi sono detto: “I miei amici non hanno visto la vera India, e non ci stiamo incontrando in una conferenza nel cuore della vera India”. Delhi, Bombay, Madras, Calcutta, Lahore – queste sono tutte grandi città e quindi, hanno subito l’influenza dell’Occidente, sono state fatte, magari eccetto Delhi ma non New Delhi, sono state fatte dagli inglesi. Poi ho pensato ad un breve saggio – credo che dovrei chiamarlo così – che era in francese. Era stato tradotto per me da un amico anglo-francese, e lui era un filosofo, era anche un uomo altruista e diceva che mi aveva dato la sua amicizia senza che io lo conoscessi, perché lui parteggiava per le minoranze ed io rappresentavo, assieme ai miei connazionali, una minoranza senza speranze, e non solo senza speranze ma una minoranza disprezzata. Se gli europei del Sudafrica mi perdonano per quello che dico, eravamo tutti “coolies” [lavoratore non qualificato a basso costo]. Io ero un insignificante avvocato “coolie”. A quei tempi non avevamo dottori “coolie”, non avevamo avvocati “coolie”. Ero il primo nel campo. Ma sempre un “coolie”. Magari sapete cosa si intende con la parola “coolie” ma questo mio amico, si chiamava Krof – sua madre era francese, suo padre inglese – disse: “Voglio tradurre per te una storia francese”. Mi perdonerete, chi di voi sa la storia, se nel ricordarla faccio degli errori qua e là, ma non ci sarà nessun errore nell’avvenimento principale. C’erano tre scienziati e – ovviamente è una storia inventata – tre scienziati uscirono dalla Francia, uscirono dall’Europa alla ricerca della “Verità”. Questa era la prima lezione che mi aveva insegnato quella storia, che se bisogna cercare la verità, non la si trova su suolo europeo. Quindi, indubbiamente neanche in America. Questi tre grandi scienziati andarono in parti diverse dell’Asia. Uno trovò la strada per l’India e diede inizio alla sua ricerca. Raggiunse le cosiddette città di quei tempi. Naturalmente, ciò avvenne prima dell’occupazione inglese, prima anche del periodo Mughal, così è come ha illustrato la storia l’autore francese, ma visitò comunque le città, vide la gente delle cosiddette caste alte, uomini e donne, fino a che non si addentrò in un’umile casa, in un umile villaggio, e quella casa era una casa Bhangi, e trovò la verità che stava cercando, in quella casa Bhangi, nella famiglia Bhangi, uomo, donna, forse 2 o 3 bambini (lo dico come me lo ricordo) e poi lui descrive come la trovò. Tralascio tutto questo. Voglio collegare questa storia a quello che voglio dire a voi, che se volete vedere il meglio dell’India, dovete trovarlo in una casa Bhangi, in un’umile casa Bhangi, o villaggi simili, 700.000 come ci insegnano gli storici inglesi. Un paio di città qua e là, non ospitano neanche qualche crore [unità di misura indiana che equivale a 10 milioni] di persone. Ma i 700.000 villaggi ospitano quasi 40 crore di persone. Ho detto quasi perché potremmo togliere una o due crore che stanno in città, comunque sarebbero 38 crore. E poi mi sono detto, se questi amici sono qui senza trovare la vera India, per cosa saranno venuti? Ho poi pensato che vi pregherò di immaginare quest’India, non dal punto di vista di questo immenso pubblico ma per come potrebbe essere. Vorrei che leggeste una storia come questa storia dei francesi o altre ancora. Magari, qualcuno di voi vada a vedere qualche villaggio dell’India e allora troverà la vera India. Oggi farò anche questa ammissione: non ne sarete affascinati alla vista. Dovrete raschiare sotto i mucchi di letame che sono oggi i nostri villaggi. Non voglio dire che siano mai stati dei paradisi. Ma oggi sono veramente dei mucchi di letame; non erano così prima, di questo sono abbastanza certo. Non l’ho appreso dalla storia ma da quello che ho visto io stesso dell’India, fisicamente con i miei occhi; e io ho viaggiato da una parte all’altra dell’India, ho visto i villaggi, i miserabili esemplari dell’umanità, gli occhi senza vita, eppure sono l’India, e ciononostante in quelle umili case, nel mezzo dei mucchi di letame troviamo gli umili Bhangis, dove troverete un concentrato di saggezza. Come? Questa è una grande domanda. Bene, allora voglio illustrarvi un altro scenario. Di nuovo, ho imparato dai libri, libri scritti da storici inglesi, tradotti per me. Tutta questa ricca conoscenza, mi spiace dire, arriva qui da noi in India attraverso i libri inglesi, attraverso gli storici inglesi, non che non ci siano storici indiani ma neanche loro scrivono nella loro madrelingua, o nella loro lingua nazionale, Hindustani, o se preferite chiamarli due idiomi, Hindi e Urdu, due forme della stessa lingua. No, ci riferiscono quello che hanno studiato sui libri inglesi, magari gli originali, ma attraverso gli inglesi in inglese, questa è la conquista culturale dell’India, che l’India ha subito. Ma ci dicono che la saggezza è arrivata dall’Occidente verso l’Oriente. E chi erano questi saggi? Zoroastro. Lui apparteneva all’Oriente. Fu seguito dal Buddha. Lui apparteneva all’Oriente, apparteneva all’India. Chi ha seguito il Buddha? Gesù, di nuovo dall’Asia. Prima di Gesù ci fu Musa, Mosè, che apparteneva anche lui alla Palestina, ma verificavo con Badshah Khan e Yunus Saheb ed entrambi sostenevano che Mosè appartenesse alla Palestina, sebbene fosse nato in Egitto. Poi venne Gesù, poi Mohammad. Tutti loro li tralascio. Tralascio Krishna, tralascio Mahavir, tralascio le altre luci, non le chiamerò luci minori, ma sconosciute in Occidente, sconosciute al mondo letterario. In ogni modo, non conosco una singola persona che possa uguagliare questi uomini d’Asia. E poi cosa accadde? Il Cristianesimo, arrivando in Occidente, si è trasfigurato. Mi spiace dire questo, ma questa è la mia lettura. Non dirò altro al riguardo. Vi racconto questa storia per incoraggiarvi e per farvi capire, se il mio povero discorso può farvi capire, che lo splendore che vedete e tutto quello che vi mostrano le città indiane non è la vera India. Certamente, il massacro che avviene sotto i vostri occhi, mi dispiace, vergognoso come dicevo ieri, dovete seppellirlo qui. Il ricordo di questo massacro non deve oltrepassare i confini dell’India, ma quello che voglio voi capiate, se potete, è che il messaggio dell’Oriente, dell’Asia, non deve essere appreso attraverso la lente occidentale, o imitando gli orpelli, la polvere da sparo, la bomba atomica dell’Occidente. Se volete dare di nuovo un messaggio all’Occidente, deve essere un messaggio di “Amore”, un messaggio di “Verità”. Ci deve essere una conquista (applausi) per favore, per favore, per favore. Questo interferisce con il mio discorso, e interferisce anche con la vostra comprensione. Voglio catturare i vostri cuori, e non voglio ricevere i vostri applausi. Fate battere i vostri cuori all’unisono con le mie parole, e io credo che il mio lavoro sarà compiuto.Voglio lasciarvi con il pensiero che l’Asia debba conquistare l’Occidente. Poi, la domanda che mi ha fatto un mio amico ieri: “Se credevo in un mondo unico?”. Certo, credo in un mondo unico. Come posso fare diversamente, quando divento erede di un messaggio di amore che questi grandi, inconquistabili maestri ci hanno lasciato? Potete esprimere questo messaggio di nuovo ora, in questa era di democrazia, nell’era del risveglio dei più poveri dei poveri, potete esprimere questo messaggio con maggiore enfasi. Poi completerete la conquista di tutto l’Occidente, non attraverso la vendetta perché siete stati sfruttati, e nello sfruttamento voglio ovviamente includere l’Africa, e spero che quando vi reincontrerete in India la prossima volta ci sarete tutti: spero che voi, nazioni sfruttate della terra, vi incontrerete, se a quell’epoca ci saranno ancora nazioni sfruttate. Ho forte fiducia che se unite i vostri cuori, non solo le vostre menti, e capite il segreto dei messaggi che i saggi uomini d’Oriente ci hanno lasciato, e che se veramente diventiamo, meritiamo e siamo degni di questo grande messaggio, allora capirete facilmente che la conquista dell’Occidente sarà stata completata e che questa conquista sarà amata anche dall’Occidente stesso. L’Occidente di oggi desidera la saggezza. L’Occidente di oggi è disperato per la proliferazione della bomba atomica, perché significa una completa distruzione, non solo dell’Occidente, ma la distruzione del mondo, come se la profezia della Bibbia si avverasse e ci fosse un vero e proprio diluvio universale. Voglia il cielo che non ci sia quel diluvio, e non a causa degli errori degli umani contro se stessi. Sta a voi consegnare il messaggio al mondo, non solo all’Asia, e liberare il mondo dalla malvagità, da quel peccato. Questa è la preziosa eredità che i vostri maestri, i miei maestri, ci hanno lasciato.
Mohandas Karamchand Gandhi
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Come voi tutti sapete, L’ONU ha dichiarato il 2 ottobre, data di nascita di Mahatma Gandhi, la Giornata Internazionale della Non-violenza. Oggi Mahatma Gandhi appartiene a tutto il mondo. Siamo nel contesto della celebrazione mondiale di Satyagraha – la verità e la non-violenza – come praticata, sperimentata e vissuta da Mohandas Karamchand Gandhi. Mi chiedo se durante la storia, i concetti filosofici e morali della verità siano stati oggetto di una celebrazione così collettiva e cosciente nel mondo. Satyagraha – non-violenza e verità – sono inseparabili dal coraggio di Mahatma Gandhi. Il coraggio di Gandhi ha ispirato l’amore e la fiducia negli altri. La verità, l’audacia e la compassione saranno sempre rilevanti, e oggi ne abbiamo disperatamente bisogno. È molto significativo ed importante che Telecom Italia non limiti la celebrazione della filosofia di Gandhi al 2 ottobre e che stia pensando di diffondere il suo messaggio a tutto il mondo attraverso il vostro grande e bellissimo Paese: l’Italia, amata da tutti. Personalmente ho compreso la filosofia di Gandhi non come studiosa o storica, ma dalle impressioni dei primi 14 anni della mia vita, quando ero molto vicina a lui e a sua moglie Kasturba. E adesso capisco sempre di più che il messaggio di Gandhi è una sfida diretta per la propria coscienza. Insieme a tutti voi rendo omaggio ai più grandi flussi spirituali e creativi dell’uomo e della natura, del passato e del presente, che hanno mantenuto in vita in ognuno di noi la scintilla dell’amore eterno. Insieme a voi, con l’impegno di onorare tutta la vita questa consapevolezza.
Tara Gandhi Bhattacharjee
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Con queste parole auguro a tutti un buon Ferragosto. August 14
"Non c'è che un solo peccato: rubare.
Tutti gli altri sono una variante di esso.
Se tu uccidi un uomo gli stai rubando la vita. Rubi a sua moglie il diritto di avere un marito e ai suoi figli di avere un padre.
Se gli dici una menzogna, gli rubi il diritto alla verità."
>----Il libro----<
Non c'è cheddire. Veramente una bella storia. Mi ha commosso veramente tanto... ho pianto sia leggendo e sia guardando il film. Un astoria di amicizia, che nasconde un grande segreto.
Con la citazione che ho scritto sopra, ho voluto riassumere quello che secondo me è l'essenza di tutto la storia. Storia che vede, in due parole, la redenzione di Amir, il giovane protagonista che passa da uno stato di passivo a quello di attivo lungo tutta la sua crescita. Il libro regala sapori nuovi e sconosciti, odori che non si erano mai sentiti prima - ovviamente dovuti al fatto che questa è stata la primissima storia afghana con cui mi sono confrontto.
Ero abbastanza premunito nei confronti di questa storia, e anche durante tutta la lettura, non ho fatto altro che lasciarmi prendere dagli stereotipi e dalle solita figura che si ha degli afghani, figura che però poi è stata totalmente smontata nel film... ma questo lo vediamo dopo. Sono rimasto anche piacevolmente sorpreso dai vari caratteri che sono ben distanti da quelli dei vari stereotipo. Credevo di trovarmi difronta a dei personaggi estremisti, burca a destra e a sinistra. Ed invece, ecco che fatti e argomenti che non sembravano poter essere trattati in una cultura come quella islamica, emergono tranquillamente.
<<Azz!>> mi sono detto. E' stato proprio un bel libro e voglio tornare a leggere ancora Khaled Hosseini.
Certo, il povero Amir è stato vittima di diverse ingiurie e malocchi, visto che all'inizio non è proprio simpatico, ma alla fine non si può dire che non sia stato una brava persona. Per terminare, quinid, lo consiglio vivamente.
>----Il film----<
(di Marc Forster)
Arriviamo quinid al film di cui non dirò molto. Partiamo dal fatto che smonta totalmente l'immagine che m ero fatto dei vari personaggi e effettivamente sta un pò di più a quei temi di cui parlavo prima - la famiglia di Amir sembra quasi occidental.
So perfettemante che un film tratto da un libro non sarà mai come il libro stesso. Libro e Film parlano con due linguaggi differenti e hanno tempi decisamente diversi, quindi non starò qui a paragonarli. Dico solo che il film, inuqnato tale, risulta troppo frammentato e accallerato. Sicuramente scorre molto velocemente, ma posso assicurarvi che se non avessi finito di leggere il libro 2 minuti prima, molte cose non mi sarebbero state chiare.
Sono rimasto straordinariamente colpito dall'espressività del giovane attore Ahmad Khan Mahmoodzada (confesso di aver faticato tanto per scriverlo) che interpreta Hassan, il picolo azara, fulcro di tutta la storia. Il film rimane sicuramente una bella pellicola, ma da vedere assolutamente dopo aver letto il libro. Non farò la mia solitascheda, ma sicuramete lo consiglio.
Vi lascio con un brano del film.. in arabo, ma con i sottotitoli... in inglese. August 13 Grazie a ...dani... per il premio che mi ha conferito. The king of the news:
(Per la versione in grandezza originale clicca qui)
1- Donare il premio ai tre blog giudicati ricchi di notevoli ed interessanti contenuti, nonchè provvisto di notizie di spessore e collocate fra le prime circa la loro impostazione e l'interesse suscitato (ovviamente il giudizio è puramente soggettivo, a discrezione di ogni singola persona premiata);
2- Linkare chi ha donato il premio;
3- Avvisare coloro a cui sarà donato.
Quindi io premio... mmm ... ??? ..... mmm ..... ??? OK!
The Award goes to..........
(Quello che segue è il il codice HTML del premio stesso da inserire nel vostro space. Ovviamente può farlo solo chi è stato premiato, quindi precedentemente segnalato)
Link da inserire:
Grandezza originale: <a href="http://it.tinypic.com" target="_blank"><img src="http://i37.tinypic.com/2enm1p0.jpg" border="0" alt="Image and video hosting by TinyPic"></a>
Grandezza ridimensionata: <a href="http://it.tinypic.com" target="_blank"><img src="http://i35.tinypic.com/voanbl.jpg" border="0" alt="Image and video hosting by TinyPic"></a>< alt="Image and video hosting by TinyPic" border="0" ><>
Ogni anno, ad ogni capitolo, la nomina della modella che promuoverà il gioco, è sempre un evento. Tutti i fan aspettiamo il nome ed il volto della bella modella, e devo dire che quest'anno, dopo una serie di modelle poco Lara nel carattere (inteso come personaggio) e molto lara nel 'petto', è arrivata una ragazza tutta bella. La modella, attrice, ginnasta in questione è Allison Carroll. Con lei non abbiamo le solite pose da modella sexy, ma abbiamo delle pose da vera Lara Croft.
NB: Non tratto Angelina Joliè perchè lei è stata Lara nei film e non come promoter
per rendere meglio le idee, ecco le varie modelle di Lara con allegate delle fotogallery (quasi tutte belle... quasi):
Karima Adebibe per Tomb Raider Legend e Anniversary, l'unica modella confermata per due capitoli consecutivi
ed in fine lei... la nuovissima e bellissima Allison Carroll per Tomb Raider Underworld
ed ecco alcune foto in azione
August 12 Sono troppo sdegnato per parlare.. andate e firmate GRAZIE!
In seguito all'ennesimo gesto di violenza gratuita avvenuto a Porto Empedocle (Ag) chiediamo alle Istituzioni e a tutte le Autorità preposte pene severe e applicazione della legge 189 del 2004 articolo 1 in materia di maltrattamento di animali introdotta nel C.P. Titolo IXbis “Dei delitti contro il sentimento degli animali”. Per chi si macchia di questi delitti, CHIEDIAMO massima applicazione dell’art. 544ter del codice penale e applicazione dell’art. 544bis sempre del codice penale nel caso in cui l’animale dovesse venire a mancare. BASTA, a nome di tutti coloro che amano gli animali e soprattutto a nome degli stessi animali!!!!!!!!!!!! Il testo di legge prevede che l’animale non sia più considerato una cosa ma un essere vivente capace di soffrire e noi vogliamo e chiediamo GIUSTIZIA. N.B. Non sono ancora pervenute le foto. Il cane in testata è un'altra vittima del divertimento "umano" corinna@chiliamacisegua.com www.chiliamacisegua.com questi i fatti avvenuti in località Porto Empedocle (Ag)il giorno 6 Agosto 2008: Voleva solo un po' di PAPPA e qualche CAREZZA invece un branco di giovani BESTIE UMANE lo ha PRESO,tenuto, LEGATO, SEVIZIATO, SODOMIZZATO, infilato ossa nel retto fino a lesionare gli organi interni e dopo il sadico divertimento lo hanno SOTTERRATO VIVO... tutto ciò davanti a curiosi affacciati alle finestre che non hanno fatto nulla, tranne una signora anonima che ha chiamato la signora Assunta Dani Rametta, che si è precipitata sul posto nonostante il senso di soffocamento e di vomito. Lei sola, dopo aver SCAVATO DISPERATAMENTE, lo ha trovato ed estratto. Un SOFFICE, POVERO CORPICINO VIOLATO ANCORA AGGRAPPATO AD UN FILO DI VITA. No è un film dell'orrore , è quanto successo ieri in una piazza di Porto Empedocle (ag), paese dove si giustifica tutto, perché gli animali continuano a contare meno di niente. Il povero cagnolino è gravissimo e ora STA LOTTANDO PER LA VITA in uno studio veterinario. P.s. le fotografie del cagnolino non sono state messe perché troppo scioccanti. Inutile dire che lo sdegno per questo gesto criminale si può manifestare sia scegliendo di non andare mai a portare i nostri soldi di turisti in quel posto maledetto per i nostri amati animali Sia mandando al Comune, alla Prefettura, alla Regione, all'Asl e/o a qualsiasi altro organo competente, una propria comunicazione
Firma
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